Ipse dixit

"Livorno è una piazza particolare, la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa" (O. Jaconi)

lunedì 8 febbraio 2010

Point Break nostrano

"Gesto situazionista in provincia di Reggio Emilia. Citando Point Break, il film dove una banda di rapinatori travisa il volto con le maschere dei presidenti degli Stati Uniti, tre uomini hanno assaltato una banca indossando la maschera di D'Alema e di Berlusconi.
Un gesto che non poteva passare inosservato: dei rapinatori che firmano le proprie azioni usando come avatar due tra i più grandi assaltatori di banche e di risorse pubbliche di questo paese. Chissà se sul piano penale il gesto costuisce un'aggravante o un'attenuante. (red) 7 febbraio 2010
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SAN POLO D'ENZA (5 febbraio) - Uno aveva la maschera di Silvio Berlusconi, l'altro di Masimo D'Alema e il terzo un semplice passamonmtagna. Così tre malviventi hanno rapinato oggi verso le 15 la filiale del Credito emiliano di San Polo d'Enza, nel Reggiano.
Non appena entrato in banca, il primo rapinatore ha preso a schiaffi un impiegato per convincerlo a non bloccare la porta-bussola e quindi consentire l'ingresso agli altri due complici. Poi, vista l'apertura temporizzata della cassaforte, i tre hanno arraffato il denaro che era nelle casse, per un valore di alcune migliaia di euro, e sono scappati a bordo di una Lancia Libra, probabilmente rubata nella mattina a Carpi (Modena). Alla guida dell'auto, un quarto complice.
Sulla rapina indagano i carabinieri di Reggio Emilia, che hanno acquisito le immagini a circuito chiuso della banca, mentre proseguono le ricerche dei rapinatori anche nella vicina provincia di Parma." (articolo tratto da www.senzasoste.it del 07/02/2010, clicca qui)

domenica 7 febbraio 2010

Un'altra grande conquista... ma dove?!

"Il preventivo è già calato di un terzo. Ma non basta ancora. Expo senza fondi. Con l'ipotesi estrema sul tavolo di Berlusconi: rinunciare all'evento. Expo di nuovo impantanata tra fondi che non ci sono, con il budget essenziale già sceso da 3,2 miliardi a 2, ma con il buio fitto sui soldi che ci dovranno mettere enti locali e soprattutto i privati. Ed Expo in attesa di un uomo della provvidenza, di un super-commissario con poteri speciali da protezione civile che recuperi tutti i mesi perduti. Una tenaglia, soldi e tempi, che ha di nuovo mandato in crisi il dossier 2015.
Da qui il mandato affidato da Berlusconi all'uomo delle missioni impossibili: Bruno Ermolli. A lui il compito di salvare in extremis l'Expo dal pantano in cui è invischiata da sempre, o di firmarne il certificato di morte. Anche se nessuno lo ammetterà mai, anzi tutti lo smentiranno, con le elezioni regionali tra un mese e spiccioli, l'operazione 2015 è infatti al suo ennesimo (forse ultimo) bivio. Nei ragionamenti del premier e del ministro Tremonti, fonti accreditate raccontano con pudore che è spuntata l'opzione finale: andare avanti o lasciar perdere, rinunciando a ospitare l'Esposizione universale che fino al prossimo 30 aprile non è ancora registrata al Bie di Parigi, il Bureau internazionale che assegna ogni cinque anni le fiere mondiali.
Il commissario. In Parlamento è arrivato lo stop agli emendamenti inseriti nel Milleproroghe per anticipare qualche soluzione ai guai della società Expo. Uno su tutti: concedere alla spa di Stanca di spendere anche per la gestione ordinaria parte dei fondi che il governo ha stanziato per le opere. La società ha chiuso il 2009 con un rosso di 8,5 milioni e per il 2010 si stima un disavanzo di 15 milioni. Lucio Stanca ripete che «è chiaro che questa società avrà un disavanzo fino al 2014 e solo allora potrà avere dei ricavi». Verissimo. Il problema è che i creditori non possono aspettare se i soci non ci mettono capitali. A questo punto ci vorrà un decreto del governo: si vedrà se e quando arriverà.
Nel frattempo la presidenza del Consiglio di decreto ne ha fatto un altro, concedendo al sindaco Moratti poteri speciali per velocizzare i cantieri in città. Proprio in vista dell'Expo. Abbinata al progetto di legge per la Protezione civile Spa, la faccenda ha ridato fiato al nutritissimo fronte di chi ormai si è convinto che il destino sia segnato: se l'Expo sarà confermata, arriverà un commissario plenipotenziario che potrà fare e disfare, per dribblare la burocrazia. Che a Roma si siano convinti della necessità del commissariamento in pochi, ormai, dubitano. Che il ruolo sarà affidato proprio a Guido Bertolaso, tanto più dopo l'annuncio sulla sua imminente promozione a ministro, nonè invece così scontato.
La candidata ideale sarebbe Letizia Moratti. Ma il doppio ruolo, sindaco e supercommissario, le consentirebbe di giocare la partita per il secondo mandato a Palazzo Marino? E poi ci sono le incognite Lega e Formigoni, che non staranno con le mani in mano, soprattutto se le Regionali dovessero riservar loro piacevoli sorprese. E Stanca? A lui resterebbe comunque la gestione (depotenziata) della società Expo per l'organizzazione dell'evento." (articolo tratto da www.repubblica.it del 07/02/2010, clicca qui).
Un altro dei grandi cavalli di battaglia... ma la crisi non c'è, continuiamo a dire che non c'è tanto gli italiani sono dei cretini che ci credono! E chi ci potevano mettere se non Bertolaso? Ormai lo mettono ovunque. In che stato siamo!

martedì 29 dicembre 2009

Tragedia di Viareggio...se ne è sfiorata un'altra!

"Martedì 22 dicembre alle 17.30 circa, lungo la linea ferroviaria tirrenica, all’altezza di Gavorrano-Giuncarico (Gr), una delle cisterne di un treno merci che trasportava Gpl, stava viaggiando con le ruote completamente avvolte dal fuoco, quando un automobilista lo ha notato ed ha immediatamente avvisato i vigili del fuoco. Il treno che viaggiava in direzione sud è stato fermato prima della stazione di Grosseto. I vigili hanno spento il fuoco e raffreddato i freni del carro.
Il treno è lo stesso deragliato a Viareggio il 29 giugno scorso!
Il carico è lo stesso: Gpl (Gas di petrolio liquefatto)
La partenza è la stessa: Trecate (Novara)
La destinazione è la stessa: Gricignano di Aversa (Caserta)
La ditta del Gpl è la stessa: Sarpom (Società per azioni raffineria padana olii minerali)
Il transito da Viareggio è lo stesso: 22.16 (il 22 dicembre, avendo 14 ore di ritardo, è transitato dalla stazione di Viareggio alle ore 12.30 circa; la sera del deragliamento avvenuto alle ore 23.48 aveva circa un’ora e mezzo di ritardo)
La società incaricata della spedizione è la stessa: Fs logistica
L’impresa ferroviaria è la stessa: Trenitalia
Il gestore delle infrastrutture è lo stesso: Rete ferroviaria italiana (Rfi)
Il numero del treno non è lo stesso (da 50325 - quello deragliato a Viareggio - a 50329). Forse per opportunità le Ferrovie lo hanno modificato? Forse per necessità la proprietà delle cisterne non sembra essere la tedesca Gatx, bensì una società privata francese.
Il treno di Grosseto ha preso fuoco il 22 dicembre, lo stesso giorno in cui moriva, dopo 6 mesi, Elisabeth, 32^ vittima della strage di Viareggio.
Poteva essere una strage fotocopia di quella del 29 giugno
Dopo i 32 morti di Viareggio non è stato fatto ancora nulla per la sicurezza nel trasporto ferroviario. Moretti & C. continuano a giocare con la vita delle persone.
In questi mesi sono morti sui binari ancora ferrovieri e lavoratori delle ditte di appalto.
I viaggiatori e i pendolari sono costretti a sacrifici, sofferenze e rischi per il diritto alla circolazione ed alla mobilità. I vertici aziendali hanno ancora voglia di scherzare su panini, coperte, piazzale Loreto…
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteoli, si permette di dire che simili dichiarazioni sono dovute al fatto che i lorsignori sono solo un po’ stressati. Alla faccia dello stress: Moretti ha una retribuzione di circa 1.200.000 euro. E il cassaintegrato o il disoccupato da cosa dovrebbe essere affetto !?
Ricordiamo solo che il ministro dei trasporti egiziano, a seguito di un incidente ferroviario che il 17 ottobre scorso causò la morte di 17 persone, si è dimesso. Forse, nel paese degli eredi dei faraoni il buon senso e la responsabilità di certi signori è ben altra cosa da quella nostrana." (articolo tratto da www.senzasoste.it del 29/12/2009, clicca qui)

lunedì 28 dicembre 2009

Per i tg internet va bene in Iran ma non in Italia

"Nelle ultime settimane i telegiornali, poi ripresi dalla seconda carica dello stato, si sono scatenati contro l’uso di massa dei social network. L’impagabile Schifani ha parlato di Facebook come di un fenomeno “peggiore di quello dei gruppi extraparlamentari degli anni ‘70” come se aprire una pagina o un account su un social network fosse paragonabile ad un esproprio proletario di una volta o alle gambizzazioni della fase più calda degli anni di piombo. In questo contesto di criminalizzazione della rete non poteva mancare il favoloso Bruno Vespa che ha definito Tartaglia “una persona appartenente ad ambienti vicini ai social network” (testuale).
Difficile trovare una frase più stupefacente: è la stessa identica cosa di dire l’aggressore appartiene ad ambienti vicini all’uso della telefonia cellulare. La stampa italiana, come il Corsera che ufficialmente rappresenta l’opinione pubblica moderata e riflessiva, ha poi ripreso nei suoi editoriali la citazione di libri dove si parla di internet come un luogo privilegiato di pedofili, estremisti islamici, neonazisti e fabbricanti online di bombe all’idrogeno. Insomma, giusto il clima di ottimismo democratico della convergenza tra nuovi e vecchi media teorizzato da molti mediologi come piattaforma della comunicazione del presente e del futuro.
Questo atteggiamento dei media e delle istituzioni italiane nei confronti di internet e dei social network cambia invece magicamente quando si tratta di parlare di opposizione e di rivolte in Iran ovvero di un paese estraneo al gioco delle alleanze dell’Italia. Sembrerà strano ma improvvisamente gli stessi social network da covo del terrore e dell’adescamento dei pedofili diventano “opinioni indipendenti”, “voci libere”, serie “fonti di informazione riformista”.
Le informazioni trasmesse via Twitter vengono immediatamente accreditate dai tg italiani come “verosimili”, “attendibili”, “certamente corrispondenti alla realtà”. Sorte mai capitata alle stesse fonti in lingua italiana. Viene da provare una certa invidia, perché nasconderlo.
Le prese di posizioni dei siti “riformisti” finiscono sui banner dei principali telegiornali italiani. Immaginate se il primo canale tedesco, o France 2, mandasse dei banner con le notizie trasmesse da Indymedia Italia. Roba da richiamare gli ambasciatori di quei paesi alla Farnesina per consultazioni immediate. E che dire dei video sgranati, spesso confusi e frammentari, che dai siti iraniani finiscono direttamente sui tg? Fa piacere vedere come i social network siano ripresi dai principali telegiornali. Suscita ilarità il fatto che i video, e ce ne sono di interessanti, di youtube Italia non finiscono mai nei tg mentre quelli iraniani si. Per far vedere al grande pubblico dei tg le voci indipendenti italiane dobbiamo chiedere aiuto ai bloggers di Teheran?
E che dire dell’ultrapacifista tg3 quello che montava servizi televisivi come se fossero tribunali speciali non solo quando volava un sasso ma anche se qualcuno osava bruciare una bandiera americana? Già, che dire di questo tg che sembra trasmettere da Assisi? Ebbene si l’onda iraniana (così è stata definita) ha travolto anche il dogmatismo gandhiano del tg di riferimento del centrosinistra. In un servizio su Teheran un emozionato giornalista parlava di giovani che “si armano di coraggio e di bastoni” per sfidare “finalmente a viso aperto il regime”. Ci attendiamo altrettanta compiacenza sociologica alla prossima manifestazione di black bloc nel nostro paese.
E che dire del governo al potere in Iran? Quello che viene chiamato ossessivamente “il regime” vince le elezioni controllando i principali canali televisivi. Tutto questo non vi ricorda forse il libero sistema dell’informazione del nostro paese? Certamente, solo che tutto questo da loro è regime mentre da noi si chiama democrazia.
Detto questo non resta che ringraziare i manifestanti iraniani nel loro impegno per la libertà di espressione e di comunicazione. Sicuramente hanno fatto più loro per far capire in Italia che Internet non è il covo del terrore e della pedofilia dei media italiani quando parlando della comunicazione di rete nel nostro paese. Resta da porsi una domanda: quando il presidente iraniano legge le prese di posizioni ufficiali italiane su Facebook non si sente più vicino ad una moderna democrazia?" (articolo tratto da www.senzasoste.it del 28/12/2009, clicca qui)

venerdì 18 dicembre 2009

Poi dici che sono bigotti...

"Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22). Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
Dieci giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...

Lettera del 16 maggio 2009

Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio.
Fine della discussione.
Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.-
Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?-
Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1.9). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?-
So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Levitico 15:19-24). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
- Levitico 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un abominio (Levitico 11:10), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere … La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19, poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.”(articolo tratto da www.senzasoste.it, clicca qui)

giovedì 17 dicembre 2009

Prossimo futuro?

"Sarà ovviamente un cosa scontata analizzare la situazione attuale con quello che è accaduto, l’aggressione a Berlusconi, e le conseguenze che ne sono derivate. Molte personalità sono scese in campo per dire che è doveroso calmare i toni, evitare di inasprire lo scontro, politico e non. Ma se questa analisi viene spostata su quello che potrà avvenire in un futuro prossimo, un brivido corre lungo la schiena.
Per prima cosa, se non tutti, almeno la maggior parte, sta affermando che non ci saranno elezioni anticipate. Sembra quasi uno spettro da scongiurare, con lo stesso Berlusconi che dall’ospedale si preoccupa di dire che la sua volontà non è quella di andare ad elezioni anticipate. Ma se il gioco fosse proprio il contrario? Ossia, sfruttare ciò che è accaduto (accaduto, ma non premeditato da nessuno eccetto forse che da chi l’ha compiuto) per far sciogliere le camere, provare un governo tecnico, fallito sicuramente già in partenza, e andare ad elezioni anticipate.
A questo come si arriverebbe? Semplice. L’esasperazione dello scontro istituzionale, di quando in quando spostato tra presidente della Repubblica e maggioranza, e presidente della Camera e maggioranza, porterebbe ad un tale inasprimento della situazione politica da impallare completamente l’attività parlamentare. La conseguenza più semplice sarebbe lo scioglimento delle Camere, ma sono possibili anche altre vie meno democratiche, tra le quali l’aumento ulteriore dei decreti legge con conseguente espropriazione del potere legislativo al Parlamento.
Seguendo la via “più semplice” dello scioglimento delle Camere si arriverebbe ad elezioni anticipate con l’attuale opposizione spaccata sul fronte di Di Pietro, demonizzato e proscritto come mandante morale dell’aggressione a Berlusconi, e su quello dell’ancora embrionale Partito Democratico che, vista la situazione attuale, non riuscirebbe sicuramente a fare da argine alla riconferma delle destre. Tra i due poli si posizionerebbe un debole partito di centro con Casini e forse Rutelli, outsider in partenza. Il lavoro di inasprimento dello scontro politico con approvazioni di leggi a colpi di maggioranza e conseguenti prese di posizione da parte del presidente della Camera e/o del presidente della Repubblica (vedasi l’approvazione dell’articolo 2 della Finanziaria di questi giorni) avrebbero lo scopo di aumentare il divario tra i finiani e i berlusconiani nell’attuale maggioranza, con i secondi in netto vantaggio in termini numerici. Da tutto questo impasse rimarrebbe fuori lo stesso Berlusconi che veleggerebbe sullo sfondo di questi scontri commentando che “l’amore vince sull’odio” e non capendo perché tutti lo odino. Quindi, i suoi sottoposti (colleghi di partito e giornali di famiglia) farebbero il “gioco sporco” di inasprire i rapporti con le “forze di vigilanza” (presidenti di Camera e della Repubblica, Corte Costituzionale, giornali e opposizione), mentre lui passerebbe come il pacificatore di animi, vedendosi costretto a rimettere il proprio mandato nelle mani del presidente della Repubblica, esponendosi quale vittima sacrificale della situazione.
E rivincerebbe le elezioni.
Ma allora, a quel punto, potrebbe avere in mano il gioco per diventare, in un futuro non troppo lontano, 2013, presidente della Repubblica. Presupponendo che l’attuale maggioranza rimanga in sella fino alla conclusione della propria legislatura, questa coinciderebbe con la fine della presidenza della Repubblica da parte di Napolitano e, potrebbe venirsi a creare quella situazione già verificatasi nel 2006 quando il terzo governo Berlusconi arrivò a fine legislatura prima della fine della presidenza di Carlo Azeglio Ciampi e il successivo presidente della Repubblica, Napolitano stesso, venne eletto dopo le elezioni politiche, vinte di poco dal centrosinistra, estromettendo quindi lo stesso Berlusconi dall’avere voce in capitolo in questa elezione. Se invece si andasse ad elezioni anticipate e la destra le vincesse, dopo 3 anni di legislatura, ci sarebbero le elezioni del presidente della Repubblica e non ci sarebbero problemi per Berlusconi di diventarlo e magari riuscire in quello che non è ancora riuscito a fare da presidente del Consiglio. Salvarsi dai processi definitivamente e cambiare la Costituzione a pro suo o di chi per lui.
In qualsiasi caso, saranno tempi duri."(lettera tratta da www.senzasoste.it del 16/12/2009, clicca qui)

mercoledì 16 dicembre 2009

da senzasoste.it :)